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Due
sono le ragioni principali che fanno della formazione
un argomento complesso: la prima è che a volte
si tende a considerare formazione anche ciò che
non lo è, la seconda che la materia è
regolata da leggi Regionali, le quali possono cambiare
da regione a regione.
Non va dimenticato, inoltre, che la recente riforma
scolastica (nota come legge "Moratti") quando
sarà in vigore imporrà il prolungamento
della scuola dell'obbligo fino al primo biennio del
liceo per cui i ragazzi saranno disponibili per la scuola
di specializzazione solo dai 17 anni, e che questa materia
passerà di competenza delle Province. Alcune
Regioni si sono già allineate, altre no.
Se a tutto questo aggiungiamo il fatto che esistono
centinaia di scuole di ogni tipo e dimensione possiamo
ben comprendere come i genitori - soprattutto se con
altre esperienze professionali - si sentano disorientati
ed insicuri quando la scelta dei figli si orienta verso
la professione di acconciatore.
Chi
sceglie di fare il parrucchiere è certamente
una persona creativa che si trova più a suo agio
con ciò che impegna le proprie mani piuttosto
che con tanti libri: avrà quindi fretta di applicarsi
nella pratica della professione e possibilmente nel
proprio salone, cioè essere titolare di una licenza.
Per arrivare a questo ha due strade: iniziare un percorso
di apprendistato della durata di cinque anni presso
un salone (se supera i 29 anni possono essere ridotti
a due), oppure frequentare una scuola per ottenere un
diploma con valore legale, che da diritto ad essere
titolare di una licenza. Le scuole idonee a ciò
sono quelle pubbliche ovvero Regionali, pressochè
gratuite.
I corsi, della durata di tre anni, coprono sia gli argomenti
squisitamente tecnici come taglio, acconciatura, colore
e permanente sia quelli di cultura generale come, cultura
professionale, contabilità, igiene, educazione
civica e lingua straniera. Accanto alle scuole regionali
ci sono scuole private, quindi a pagamento, i cui corsi
vengono riconosciuti dalla Regione. I programmi devono
essere sottoposti a quest'ultima che li approva e, durante
l'anno, controlla che vengano rispettati. In ogni caso,
non possono differire da quelli della Scuola Pubblica.
La durata dei corsi è di circa 1600 ore, normalmente
spalmate su due anni anche se in alcuni casi possono
diventare tre. L'esame finale è sostenuto davanti
ad una Commissione esterna formata da un Presidente
per la regione, un rappresentante del Ministero della
Pubblica Istruzione, uno dei datori di lavoro, uno dell'Organizzazione
sindacale, uno dei datori di lavoro, il Direttore della
Scuola e due insegnanti interni ed infine un rappresentante
dei Maestri del lavoro.
Accanto alle Scuole - ma non in alternativa - ci sono
le Accademie, totalmente private e non controllate dalla
Regione, per cui i loro attestati non hanno valore legale:
svolgono un loro programma all'interno del quale i loro
corsi possono durare diversi anni, perché per
lo più frequentate da chi già lavora nel
tempo libero. Queste Accademie sono gestite da Associazioni
di parrucchieri, da gruppi, da aziende e da parrucchieri
leaders. Nei loro programmi normalmente non sono previste
materie di cultura generale ma appaiono concetti di
comunicazione, marketing e quanto necessario per la
gestione del salone.
Non va dimenticato che la professione del parrucchiere
non è statica, la moda cambia due volte l'anno
e se non si rimane aggiornati si possono correre dei
grossi rischi. La formazione di base va quindi integrata
con un costante aggiornamento. Hanno questa funzione
i corsi brevi di pochi giorni, condotti da aziende qualificate
anche a livello internazionale, che possono dare al
giovane parrucchiere una visione di largo respiro e
permettergli di migliorare sempre più.
Un discorso a parte va fatto per shows, dimostrazioni
e quant'altro similare. Qualcuno tende a considerare
anche queste attività come formazione. Va però
chiarito che per imparare è necessario vedere,
sentire, fare ed essere valutati; se manca una di queste
funzioni non si può più parlare di formazione
ma piuttosto di informazione, intrattenimento etc.
Non si può certo negare che partecipare alla
performance di un bravo stilista sia molto utile e spesso
divertente ma, per poter far tesoro degli spunti offerti,
occorre innanzitutto una buona cultura professionale
di base.
Concludendo i mezzi per una buona formazione esistono;
basta saperli utilizzare al meglio senza scorciatoie.
Chi
volesse maggiori informazioni ci scriva saremo lieti
rispondere
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