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Recentemente
sono stato avvicinato da una coppia di genitori che,
sapendo della mia professione, mi hanno chiesto in modo
accorato un aiuto. Loro erano una famiglia benestante
la cui figlia, anziché continuare gli studi,
aveva deciso di diventare parrucchiera.
Nell'intento di assecondare la figlia avevano iniziato
a cercare una scuola adeguata e qui è iniziato
il loro "dramma": quello dei genitori che
della scuola hanno l'immagine di un luogo deputato non
solo alla formazione professionale, ma anche a quella
culturale.
Sfortunatamente dobbiamo ammettere che molte scuole
professionali sono carenti sotto questo aspetto, e quelle
per parrucchieri non fanno eccezione.
Come procedere, allora, per essere sicuri
di fare la scelta giusta?
Innanzitutto occorre definire il percorso educativo.
Due sono le opportunità: la prima è iniziare
immediatamente a lavorare in un salone, con la speranza
di trovare un datore di lavoro disponibile a insegnare.
Integrando con corsi di specializzazione si può
pensare di poter diventare parrucchiere. Questa strada
- normalmente intrapresa da chi non vuole assolutamente
sentir più parlare di libri o si trova in difficoltà
di qualunque tipo - non da quasi mai risultati eclatanti.
Se ciò che spinge a questa scelta è iniziare
a guadagnare immediatamente, molte volte è una
delusione in quanto con la giustificazione che si deve
imparare si percepirà una paga estremamente bassa;
per di più va detto che il parrucchiere di oggi
non può limitarsi ad avere esclusivamente una
preparazione tecnica, ma deve conoscere molti altri
argomenti che vanno dalla gestione del negozio, del
personale, della tutela della salute sua e dei clienti
e così via: tutte queste materie sono di pertinenza
della scuola.
Il secondo percorso è quello scolastico, ma anche
qui bisogna armarsi di pazienza e valutare bene. La
prima distinzione è fra scuola pubblica o regionale,
privata o privata accreditata. Non mi sentirei di dire
che per definizione la scuola pubblica sia meglio della
privata o viceversa, ciò va valutato caso per
caso.
In linea di massima la scuola pubblica ha un programma
ben articolato ma non sempre l'allievo viene curato
come si dovrebbe; per contro la scuola privata ha altre
carenze. Ci sono scuole fondate da gruppi di parrucchieri
che hanno lo scopo essenziale di formare lavoranti per
il proprio salone. Normalmente queste sono scuole atipiche,
assomigliano più ad un grande salone dove gli
insegnanti servono i clienti assistiti dagli allievi
che dovrebbero così imparare
.Gli allievi
si fermano nella scuola quel tanto che basta per poter
trovare un posto. Ci sono infine le scuole private ma
accreditate: hanno lo stesso programma della scuola
pubblica, che è imposto dalla Regione per ottenere
il riconoscimento, in più hanno tutto l'interesse
a curare attentamente l'allievo che è la loro
fonte di sostentamento.
Quali sono quindi i canoni per poter definire una scuola
buona? Per una scelta oculata vi inviterei a valutare
i seguenti punti:
1. La scuola segue un metodo didattico?
Per poter apprezzare l'importanza di questa domanda
bisogna fare alcune precisazioni. Chissà perché
in molti c'è la convinzione che l'arte del parrucchiere
sia tutto genio e
sregolatezza. Nulla di più
falso, creatività senz'altro ma entro regole
ben precise. Il nostro cervello è diviso in due
emisferi, quello sinistro deputato alla tecnica e alla
logica razionale, quello destro alla creatività,
all'irrazionale: compito della scuola è insegnare
ad usare entrambi. Come lo fa? Attraverso il metodo;
è infatti col metodo che si impara ad analizzare
una situazione, scomporla nelle sue componenti per poi
ricomporla secondo il risultato voluto. È ciò
che si definisce professionalità.
2. La scuola ha spazi sufficienti, ben puliti; durante
le lezioni si percepisce la necessaria disciplina comportamentale,
sia da parte degli allievi che.. dei docenti?
3. La scuola mette a disposizione libri di testo,
materiale didattico, e se ci sono, i mezzi audiovisivi
che devono essere recenti?
Infine due cose sono altrettanto importanti. Primo:
la dimensione della scuola. Se è troppo piccola
avrà anche poche risorse per aggiornare il proprio
corpo docente e rimanere quindi in linea coi tempi.
Secondo: la retta. Ci sono scuole dove i docenti, per
poter mantenere rette basse, prestano la loro opera
gratuitamente solo per il piacere di insegnare, encomiabile
da una parte ma pericoloso in quanto senza risorse non
si va lontano. |
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